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Lo sport entra in Vaticano: i rapporti di Pierre de Coubertin con Pio X e Merry del Va

Antonella Stelitan, Giornalista e scrittrice, membro della Società Italiana di Storia dello Sport e dell’Accademia Olimpica Nazionale Italiana

Perché lo sport dovrebbe interessare il Vaticano? E da quando si manifesta un interesse specifico? Pio XII affermerà: “come poteva la Chiesa ignorarlo?”. Perché lo sport è un’attività essenzialmente umana, che come tutte le altre ha bisogno di essere adeguatamente indirizzata affinché possa valorizzare pienamente la persona, la sua crescita personale e morale, sociale, etica e spirituale.

Questo lavoro affronta quindi la questione relativa all’importanza che lo sport assume anche per l’ordinamento della Chiesa cattolica e il ruolo svolto in quest’opera di valorizzazione da Pierre de Coubertin, Pio X e Merry del Val.

Parole chiave: Vaticano, Pierre de Coubertin, Merry del Val, Pio X.

Sport into the Vatican: the relationship between Pierre de Coubertin, Pio X and Merry del Val

Why should sport be of interest to the Vatican? And since when does a specific interest manifest itself? Pius XII will affirm: “how could the Church ignore it?”. Because sport is an essentially human activity, which like all others needs to be properly addressed so that it is able to fully enhance the person, his personal and moral, social, ethical and spiritual growth.

This work therefore addresses the issue relating to the importance that sport assumes also for the ordering of the Catholic Church and the role played in this work of enhancement by Pierre de Coubertin, Pio X and Merry del Val.

Keywords: Vatican, Pierre de Coubertin, Merry del Val, Pio X.

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COMMENTO

Sommario:

1. Premessa - 2. L’intuizione di Pio X - 3. Il ruolo di Merry del Val - 4. Le iniziative di Pio X - NOTE


1. Premessa

Perché mai lo sport dovrebbe interessare il Vaticano? E da quando si manifesta un interesse specifico? La risposta, usando le parole di Pio XII, è: “come potrebbe la Chiesa disinteressarsene?” [1]. Lo sport infatti è un’attività essenzialmente umana, che come tutte le altre ha bisogno di essere correttamente indirizzata affinché “sia in grado di valorizzare integralmente la persona, la sua crescita personale e morale, sociale, etica e spirituale”, come recita anche il recente documento sulla visione cristiana dello sport e della persona Dare il meglio di sé [2]. Ma anche lo sport ha bisogno di poggiare su un fondamento di valori che lo ispirino, lo sostengano, siano condivisibili, lo connotino differenziandolo da tutto ciò che lo stesso sistema sportivo non accetta: lo sfruttamento eccessivo del corpo fino ai casi di doping o di altre pratiche nocive alla salute, il mancato rispetto delle regole e del­l’avversario, il venir meno di un principio di solidarietà che si ritrova nell’idea di fare squadra, l’idea del “tutto e subito” che si discosta dallo spirito di sacrificio e dall’im­pegno necessari per raggiungere il traguardo, fino all’accettazione della sconfitta quando è qualcun altro a meritare la palma della vittoria. I valori dello sport vengono visti dal Vaticano come alleati per un’educazione integrale della [continua ..]

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2. L’intuizione di Pio X

Non vi è dubbio – e le testimonianze pubbliche dei suoi successori ne danno certezza – che Pio X ebbe il merito di delineare una nuova direzione di interesse verso lo sport da parte della Chiesa. La sua intuizione fu, in un periodo in cui lo sport costituiva un aspetto del tutto marginale della vita sociale, immaginare, se pur in fieri, la possibilità di una pastorale dello sport, collocandola nella missione della Chiesa, in un simbolico ponte che unisce Dio all’uomo e l’uomo a Dio attraverso lo sport. Al centro dell’agire sportivo vi deve essere infatti un principio imprescindibile, che è quello della dignità della persona, una dignità non negoziabile dalla quale discende il codice etico dello sport, fatto di valori sportivi che rendano evidente la discriminante tra il bene e il male. I valori dello sport non devono essere solo auspicabili, ma devono essere la conditio sine qua non dello sport stesso. Devono rendere riconoscibili le virtù sportive attraverso comportamenti leali, corretti, amichevoli, rispettosi di sé e dell’altro, altruistici. In altre parole, anche lo sport è chiamato a dare il proprio contributo ponendo in primo piano la dimensione etica come deterrente di cattivi comportamenti (che peraltro non sono assenti dallo sport medesimo). Questa centralità dell’uomo, questo bisogno di riconoscere un profilo etico allo sport trova traduzione, dal lato [continua ..]

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3. Il ruolo di Merry del Val

Non vi è certezza che de Coubertin abbia direttamente incontrato Pio X, anche se è ciò che il barone francese dichiara sia nelle sue Memorie [5] sia in una lettera che invia, nel 1923, a Pio XI, nella quale scrive di essere stato ricevuto, diciotto anni prima, da Pio X in Vaticano [6]. Egli riferisce di essersi recato a Roma, nel febbraio 1905, per incontrare il re, il sindaco, i rappresentanti del mondo dello sport e per visionare i luoghi dove immaginava di far disputare le gare. Si proponeva, con questa visita, di realizzare un duplice obiettivo: “assicurare la celebrazione in Roma della IV Olimpiade, che cadeva nel 1908, e ottenere dal Vaticano che fosse soppressa una sorta di proibizione che vigeva in parecchi ambienti clericali nei riguardi della pedagogia sportiva. Il primo scopo non fu raggiunto, il secondo riuscì in pieno” [7]. Dei rapporti con il Vaticano, de Coubertin ricorda la benevolenza manifestata dal papa e da Merry del Val verso lo sport, precisando anche che: “sto parlando di sport e di gare sportive e non dei giochi ricreativi e insignificanti in voga allora presso quei tipi di istituti” [8], riferendosi agli istituti religiosi. Da parte della Santa Sede non vi sono, invece, documenti che accertino l’incontro diretto tra i due, mentre resta un carteggio tra de Coubertin e il segretario di Stato cardinale Rafael Merry del Val y Zulueta, che de Coubertin aveva incontrato a Roma [continua ..]

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4. Le iniziative di Pio X

Che ci sia o meno stato l’incontro diretto tra il Papa e de Coubertin, sappiamo che ne seguirono una serie di iniziative attraverso le quali Pio X espresse tutta la sua benevolenza verso lo sport. Come tangibile segno di approvazione, aprì le porte del Vaticano a una festa ginnica “durante un pellegrinaggio dei patronati cattolici francesi, belgi e di altri paesi, presieduta dal Papa nel famoso cortile di San Damaso: spettacolo davvero sintomatico di tale approvazione, immortalato da foto che hanno sempre un gran successo nella serie di proiezioni documentarie olimpiche” [29]. In realtà, già prima del 1905, Pio X si era occupato di sport incontrando i gruppi di fedeli di Roma, e tra questi anche “i ricreatori delle varie parrocchie” [30], e aveva istituito i saggi ginnici domenicali che, a partire dal 1903, si svolgevano nel Cortile Belvedere o nel Cortile di San Damaso in Vaticano, alla presenza dello stesso Pontefice [31]. Il cortile di San Damaso, del resto era il luogo in cui “Papa Pio X ... spiegava di persona il catechismo ai bambini e ai giovani di Roma” [32], luogo insomma deputato agli incontri con la gioventù. Si trova notizia, ad esempio che, una domenica di luglio del 1904, Pio X “discendeva nel cortile detto della Pigna, ove si trovavano schierati gli alunni del Ricreatorio popolare romano, istituito nelle parrocchie di S. Carlo ai Catinari e di S. Lorenzo in [continua ..]

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NOTE

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