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Un secolo di basket in Italia: i caratteri originali (1907-1921)

Sergio Giuntini, Vicepresidente della Società italiana di storia dello sport

Il contributo, nel secolo di vita del basket in Italia, ne analizza la genesi e le prime forme dinsediamento. Dapprima ritenuto più conforme al sesso femminile venne introdotto a Siena, nel 1907, dalla professoressa Ida Nomi Venerosi Pesciolini. A favorirne una diffusione maggiormente estesa nella penisola, e in soprattutto in Lombardia, fu la Grande Guerra, venendovi esportato dalle truppe americane e in specie dalla Ymca. In questo quadro ottenne un primo importante riconoscimento ai Giochi militari Interalleati di Parigi (1919), dove la squadra italiana finì seconda alle spalle dei maestri americani. Questo risultato agì da volano facendo sì che il giovane movimento cestistico, sociologicamente rappresentato principalmente da appartenenti alla borghesia delle professioni, si emancipasse dalla soffocante tutela della Federazione ginnastica, fondando a Milano, nellautunno 1921, la Federazione Italiana Basketball. Particolarmente significativo, per la crescita del settore femminile, fu invece la partecipazione di una rappresentativa della Pro Patria et Libertate di Busto Arsizio alle cosiddette Olimpiadi della Grazia, tenute a Montecarlo nel marzo 1921.

PAROLE CHIAVE: basket - pallacanestro - olimpiadi - Ymca - prima guerra mondiale

A century of basketball in Italy: the original features (1907-1921)

This article analyzes the genesis and the first forms of settlement in the first century of life of Italian basketball. At first considered more compliant with female gender it was introduced in Siena by Professor Ida Nomi Venerosi Pesciolini in 1907. The Great War fostered a wider spreading in the Peninsula, especially in Lombardy, as it was exported by the American Army and in particular be the YMCA. In this context it gained a first important recognition in the Military Inter-Allied Games in Paris (1919) where the Italian team placed second after the American masters. This result was a driving force in the emancipation from the suffocating protection of the Gymnastics Federation of the young basketball movement, sociologically represented by people mainly from middle-class professions. Hence the establishment of the Italian Basketball Federation in the autumn of 1921. The participation of a team representing the “Pro Patria et Libertate” of Busto Arsizio in the so-called Olympics of Grace, held in Monte Carlo in March 1921, was particularly meaningful for the growth of the female sector.

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COMMENTO

Sommario:

1. Un gioco per signorine? - 2. L’apostolato della Ymca e la Grande Guerra - 3. I Giochi Interalleati di Parigi - 4. Storia e sociologia dei pionieri - 5. Birreria “Spaten”, 8 ottobre 1921 - 6. Le Olimpiadi della Grazia di Montecarlo - NOTE


1. Un gioco per signorine?

Non è di poco conto che in un sistema sportivo creato a immagine e somiglianza dell’uomo, il basket, unico fra i giochi sportivi insediatisi in Italia, abbia origini femminili [2]. Il sovvertimento rivoluzionario d’un ordine naturale del creato, con Eva capace di battere sul tempo Adamo. Ma quali concause determinarono una simile anomalia? La ragione di questo primato è innanzitutto riconducibile al ritardo organizzativo con cui il basket, nel 1921, s’insediò in Italia rispetto al contesto internazionale. A frenarne la diffusione nella penisola furono probabilmente, dapprima, le sue origini americane e protestantiche lontane dalla cultura del Paese e avversate dalle gerarchie ecclesiastiche. Da un lato, nel 1899 Leone XIII aveva decretato la condanna spirituale dell’“americanismo”; dall’altro, ancora nel dicembre 1920, una lettera della Segreteria vaticana condannava la Young Men’S Christian Association (Ymca) che tramite lo sport attuava «una forzata opera di evangelizzazione dei giovani» [3]. Così penalizzato da remore culturali, religiose ma anche ideologiche, consistendo una delle sue peculiarità normative nel vietare i contatti fisici violenti, si può ritenere che il basket d’an­teguerra avesse finito con l’assumere dei connotati scarsamente attraenti e virili, venendo maschilisticamente lasciato a disposizione del sesso femminile. [continua ..]

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2. L’apostolato della Ymca e la Grande Guerra

La funzione di levatrice assolta dalla Grande Guerra è incontestabile [9], e va relazionata al ruolo che nel tratto finale del conflitto recitò la Ymca. Dopo averlo inventato a Springfield nel 1892, questo organismo protestantico veicolò il basket nel vecchio continente all’interno del suo piano di attività ricreativo-assistenziali rivolte alle armate dell’Intesa. Con due campagne di finanziamento raccolse 175 milioni di dollari che le permisero d’inviare in Europa 21.000 volontari e, sotto la supervisione del segretario del War Office George C. Fischer, nel 1918 175.000 soldati dell’American force expeditionary(Aef) gareggiarono in incontri sportivi promossi sui fronti di guerra dal suo personale [10]. All’Italia destinò 227 funzionari e 1500 operatori, coordinati da John S. Nollen. Era strutturata come un piccolo “esercito civile” con distretti regionali, centri divisionali e i benefici morali e materiali che derivarono dal suo intervento furono notevoli. Tra il gennaio 1918 e il marzo 1919 la Ymca distribuì ai soldati italiani 15 milioni di pacchetti di sigarette; 500.000 scatole di biscotti e altrettante di caramelle; 50.000 confezioni di cioccolato; 15 milioni di carte da lettera e buste; 12 milioni di cartoline; 4,4 milioni di matite e penne; 400.000 libri e riviste; 18.000 dischi; 900 fonografi; 30.000 palloni da calcio, 2250 da volley e [continua ..]

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3. I Giochi Interalleati di Parigi

I primordi del basket in Lombardia, regione pioniera in Italia, che affondano tra il 1918 e il ’21, poggiano su quattro passaggi-chiave: 1) una prima attenzione/attrazione per il gioco mostrata dagli ambienti studenteschi e in specie dall’istituto d’istruzione superiore “Cavalli e Conti” e dall’Associazione sportiva studenti italiani (Assi), entrambe milanesi (1918-19); 2) il ciclo d’incontri militari disputati tra Gallarate, Monza, Milano nella primavera del 1919; 3) la partecipazione d’una selezione italiana, interamente composta da elementi lombardi, ai Giochi interalleati di Parigi dell’estate 1919; 4) la fondazione nell’autunno 1921, a Milano, della Federazione italiana basketball (Fib). Questi quattro tempi furono accompagnati e sostenuti, come s’è visto, innanzitutto dalla Ymca e da un’altra importante rete associativa: quella delle società ginnastiche. L’unico movimento sportivo, a cavallo tra Otto e Novecento, ramificato sull’intero territorio nazionale. Da questo quadro occorre quindi muovere, e più nello specifico da un’esperienza che a Milano ebbe un peso significativo nel favorire un primo approccio al basket. Ci si riferisce alla sua introduzione, tra la fine del 1918 e i primi mesi del 1919, all’interno d’un noto istituto scolastico. Più del vagheggiato Milan Athletic Club e della Società Atletica Wilsoniana, che si [continua ..]

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4. Storia e sociologia dei pionieri

Superato brillantemente l’esame internazionale di Joinville e ritornando alla vita civile, il nucleo di cestisti-militari che avevano vissuto quello straordinario evento si trasformarono nei pionieri del basket lombardo e nazionale. Se ne fecero i principali vettori, trovando sponda nella creazione d’un altro sodalizio che seppe incanalarne la passione e gli entusiasmi. Al “Cavalli e Conti”, in questa tranche di maturazione e radicamento, subentrò nel 1919, con a capo il ragionier Bruno Bianchi, l’Assi. Associazione che stabilì la propria sede prima presso il caffè Alba in via Terraggio e in seguito al Caffè Bertolazzi di via Broletto. Per gli allenamenti si serviva viceversa della palestra delle scuole comunali di via Moscati e, nel 1921, annoverava già 500 soci impegnati nelle sezioni podismo, nuoto, boxe, ciclismo, alpinismo e soprattutto basket. Lo sport in cui, dal 1921 al 1927, eccelse quasi incontrastata in campo nazionale, aggiudicandosi sei scudetti tricolori, tranne quello del 1923, andato all’Internazionale Milano. Ma chi erano, tornando al punto, quei pionieri? A quale dimensione sociologico-spor­tiva appartenevano? A tali domande si può cercare di rispondere schizzandone qualche breve ritratto. Su tutti spicca Arrigo Paolo Muggiani, il padre-fondatore del basket italiano, che ricoprì la carica di primo presidente della Fib. Da cestista-soldato a [continua ..]

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5. Birreria “Spaten”, 8 ottobre 1921

Nel 1921 la RfgI assegnò la cura dei suoi secondi campionati tricolori di pallacanestro alla società ginnastica “Pro Lissone”, ma per varie disfunzioni l’evento venne soppresso e ciò preparò il terreno alla creazione della Fib. O meglio, il nucleo di società prevalentemente milanesi e lombarde già attive in questo sport trasse a pretesto l’annullamento di quelle gare per sottrarsi all’abbraccio sempre più soffocante della RfgI. Il 1921, con epicentro Milano, si tramutò quindi nell’”autunno caldo” della piena autonomia. Pose le basi al dispiegarsi, senza indesiderate tutele esterne, del basket italiano. Questo il succedersi serrato delle fondamentali tappe istitutive. A settembre, presso la sede dell’Internazionale di via Unione 5, s’incontrò una cerchia d’appassio­nati per discutere delle carenze organizzative che angustiavano il movimento. Il 1° ottobre 1921 Arrigo Muggiani, dal proprio domicilio milanese di via Dante 16, inviò la convocazione di una “Assemblea costituente”. Tempo una settimana, e l’8 ottobre 1921, in via Ugo Foscolo, nei locali della Birreria “Spaten” di Natale Colombo, noto ritrovo frequentato da sportivi che ospitava anche la sede del Milan calcistico, si svolse una prima riunione che contemplava al quarto punto all’ordine del giorno: «Elezione di [continua ..]

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6. Le Olimpiadi della Grazia di Montecarlo

La città di Siena, dopo aver tenuto a battesimo il basket femminile, non proseguì nell’azione proselitistica e quindi il suo incipit agonistico si ebbe con la discesa nuovamente in campo del movimento sportivo espresso dalla Lombardia. L’autentica capitale storica e morale di tale sport declinato al femminile è, infatti, fuor d’ogni dubbio, Busto Arsizio, in provincia di Varese [32]. E nel ricercare una data-simbolo che certifichi questa primogenitura, essa non può essere indicata altro che nel 25 marzo 1921. Giorno in cui una formazione della Società Ginnastica “Pro Patria et Libertate” di Busto (Lina Banzi, Giuseppina Ferrè, Maria Piantanida, Sidonia Radice e Colombo), preparata dalla professoressa Matilde Candiani, prese parte a Montecarlo, nel Principato di Monaco, al torneo cestistico internazionale ospitato all’interno delle cosiddette Olimpiadi della Grazia. Una specie di corrispettivo, da un punto di vista fondativo, di quanto le Olimpiadi Interalleate del 1919 significarono per la pallacanestro maschile.Dandone conto riferiva “La Gazzetta dello Sport”: «Nel basket ball il nostro cinque ha disputato un match, che è stato il più interessante di quelli sinora svolti. Contrapposto alla miglior squadra francese (l’“Académia” A) ha ceduto per 4 punti a 0, dopo una partita vivace e qualche volta [continua ..]

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NOTE

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